La vendita online di oggetti usati è soggetta a tasse?

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Quanti oggetti abbiamo in cantina, quanti vestiti abbiamo nell’armadio e quanto farebbero comodo quegli extra euro? Se hai pensato, o l’hai gia fatto, di vendere online, probabilmente ti sei chiesto se quel “guadagno” deve essere tassato oppure no.

In particolare negli ultimi anni, con le piattaforme come Vinted, Subito, E-Bay dove vendere oggetti di seconda mano è diventato facile e normale, è importante conoscere la direttiva europea Dac7.

E’ possibile vendere oggetti usati di seconda mano online senza essere tassati? Quando devo dichiarare questo reddito? Posso vendere per conto terzi?

Vendere oggetti di seconda mano: vendita abituale vs occasionale

La prima cosa da considerare è se la vendita è abituale o occasionale. Ad esempio, se vendo un mobile una tantum o qualche vestito una tantum, non serve dichiarare questo “reddito”. Se questa vendita non è abituale e l’oggetto è usato, allora la vendita non è tassata.

Questo è il caso più comune, dove qualche oggetto che abbiamo in giro per casa non serve più e, piuttosto che lasciarlo li o buttarlo via, proviamo a venderlo per recuperare qualche Euro. In questo caso, non serve preoccuparti di dover dichiarare nulla.

Vendere oggetti di seconda mano: speculativo vs non speculativo

Altra considerazione da fare è se la vendita è speculativa o non speculativa. Prendiamo il caso degli orologi: con il tempo potrebbe essere che prendano valore. Se lo si rivende “speculando”, andrebbe tassata la plusvalenza. In generale, anche qui, dipende se è un intervento occasionale piuttosto che una tantum.

Certo è molto difficile andare a definire il vero intento della vendita, per questo anche qui fa molta fede l’occasionalità della vendita. Se, ad esempio, ogni anno compri e vendi orologi, allora l’intento speculativa è evidente nonostante i limitati scambi.

Vendite online occasionali: gli hobbisty

Ci sono hobbysti che creano o comprano e rivendono oggetti particolari. Se l’attività richiede un minimo di lavorazione ( organizzazione, sistemazione, ricerca etc) o si partecipa a mercatini dell’usato ( anche online) allora si potrebbe rientrare nell’attività commercial occasionale: si rientra quindi nella sezione “redditi diversi”.

Questo è il caso di chi vende su Etsy, su E-Bay o presso mercatini stagionali. Bisogna valutare la frequenza ed i volumi per capire se si rientra in occasionali oppure in “una tantum”. In questo caso si, bisogna dichiarare il reddito occasionale.

Ci sono casi in cui dove la vendita di un hobbista potrebbe sembrare speculativa ( pensiamo al caso di un collezionista di orologi, macchine o altro di valore). In questo caso se è dimostrabile la “passione” dell’hobbysta, decade il principio della speculazione dunque rimane una vendita “una Tantum”.

Tassazione vendite oggetti usati online: la direttiva Dac7

La direttiva

La DAC7 è una direttiva europea, entrata in vigore all’inizio del 2023, che ha l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale legata alle attività commerciali svolte attraverso piattaforme digitali.

In sostanza, la DAC7 impone agli operatori di queste piattaforme (come Amazon, Subito, Vinted, ebay ecc.) di comunicare alle autorità fiscali determinate informazioni relative alle transazioni effettuate dai venditori che utilizzano la loro piattaforma. L’obiettivo principale della DAC7 è quello di aumentare la trasparenza fiscale sulle attività online. In questo modo, le autorità fiscali avranno maggiori strumenti per verificare che i venditori stiano correttamente dichiarando i loro redditi e pagando le tasse dovute.

Quanto posso vendere online prima di dover pagare le tasse?

E’ possibile vendere online fino a 29 articoli o/e fino a 2000€. Attenzione che la direttiva NON implica il pagamento delle tasse raggiunte o superate queste soglie.

 Rimane sempre il riferimento sopra citato dell’occasionalità. Se le vendite sono occasionali o una tantum, sono di merce usata da rivendere senza scopro di lucro, la vendita online di oggetti usati NON E’ TASSATA.

Semplicemente le piattaforme invieranno un modulo, il Dac7, da compilare con le proprie informazione, che non implica il pagamento delle tasse.

Quali informazioni devono essere comunicate?

Le informazioni che i gestori delle piattaforme devono comunicare alle autorità fiscali riguardano principalmente:

Identità del venditore: nome, cognome, codice fiscale o partita IVA.

Tipo di attività: vendita di beni, prestazione di servizi, locazione di immobili, ecc.

Importo delle transazioni: valore complessivo delle vendite effettuate attraverso la piattaforma.

Paese di residenza del venditore: per verificare se il venditore è residente in un altro Stato membro dell’Unione Europea.

Se vendo oggetti usati online per conto terzi?

Anche in questo caso, bisogna ricondursi ai principi sora indicati: se stai vendendo per un amico o parente che non sa usare le piattaforme, una tantum, e non ti fai pagare per questo lavoro, allora non serve dichiarare nulla.

Se invece diventa un lavoro abituale, allora cambia poiché può essere un lavoro continuo e con scopo di lucro.

Consigliamo di fare un passaggio con il proprio commercialista sempre. Un esperto legale può aiutarti nel tuo caso specifico e spiegarti cosa fare con precisione e non in maniera generica come in questo articolo.

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